IL MIO RALLY D’ITALIA SARDEGNA: GIANMARCO DONETTO

Premetto che è stato un rally molto polemizzato (a mio avviso giustamente) fin dall’inizio per via di costi, gestione, organizzazione e regolamento; ha messo alla prova piloti come Trentin, Ricci, ecc., figuratevi un pilota “normale” come me.  Credo che l’esiguo numero di iscritti fosse di fatto da considerarsi “numeroso” proprio a causa di alcune questioni, questioni sulle quali non proseguo a parlare.

La gara in se sa regalare emozioni davvero uniche, non nascondo che realizzare di essere impegnato a fare gran parte delle stesse prove dei “big” del mondiale mi ha fatto davvero venire la pelle d’oca in più di un’occasione; in particolare vederli girarle nella prova spettacolo di Cagliari che di li a poco avrei dovuto affrontare anche io è stato davvero eccitante!

Ammetto che è stata una settimana davvero piena e impegnativa! Nelle giornate di lunedì e martedì le ricognizioni e radar dei trasferimenti occupavano interamente 12 ore, dalle 08:00 del mattino alle 20:00, qualcosa veloce da sgranocchiare a pranzo e via, lasciando ichnusa e purceddu per la sera.

Il tempo non andava sprecato se si volevano fare tutti e due i passaggi regolamentari a prova (ammetto un po’ pochini per un novellino come me) su ps molto differenti tra loro per fondo, lunghezza e margini di errore; prove molto impegnative, alcune anche mutate in seguito al passaggio di quelle vetture-ruspe da combattimento del mondiale.

Nelle prove su terra come al solito mi sono divertito come solo riesco a fare su una vettura da gara, nonostante i problemi meccanici ( la macchina girava a 3 in molti tratti delle ps per colpa di un cavetto che cercavamo di aggiustare con un po’ di nastro adesivo finite le prove in cui si faceva sentire) ho affrontato le prove con freddezza, assecondando passione, amore  per uno sport, per la terra e per la voglia di correre!

La location sarda in molti casi toglieva il fiato:  la prova “Sinis Mont’ e Prama“, ovvero quella con la spiaggia e il guado, la famosissima “Monte Lerno” con il suo salto, la “Grighine” in mezzo alle pale eoliche e la “Ittiri” in un crossodromo; il tutto contornato da un pubblico molto numeroso e caloroso.

Una cosa che sicuramente ricorderò è Ogier che mi fa i complimenti per la livrea e si mette a ridere guardando il ciuccio attaccato ai chiusini del cofano, impagabile, mi brillavano gli occhi!

Le mie considerazioni finali: gara molto stancante, ma ti da più di quanto ti toglie; sono gare in cui usare la testa e non esagerare sono elementi fondamentali, torno a casa con molta esperienza in più, come un pezzo di un puzzle.

Alla fine i problemucci come l’annullamento di due prove e l’attesa di due ore per disputare la “Monte Lerno” sono passati in secondo piano o comunque si è chiuso un occhio; un po’ di amarezza a notare cose non molto pulite e che non condivido, ma posso capire per via del regolamento rigido.

Ora manca solo San Marino e forse il Costa Smeralda e poi non vedo l’ora di riinizare il Raceday che detto con un po’ di malizia è fatto davvero molto molto bene!

Guarda anche:

Raceday News n°4

Ti sei perso il numero 4° di Raceday News? Puoi leggerlo, assieme a tutte le …